Bononia colonia romana

Successivamente (V-IV secolo a.C.), con la discesa dei Galli nella penisola italica, gli Etruschi vengono progressivamente messi in minoranza. Il dominio gallico sulla zona durerà fino al 196 a.C., anno in cui i Galli Boi vengono scacciati dai Romani.
L’interesse di Roma per la Pianura Padana è databile a metà del III secolo a.C., la prima colonia fu quella di Rimini, Ariminum, 268 a.C.. Con la sconfitta dei cartaginesi nel 191 a.C., e quindi dei Galli boi loro alleati, la Val Padana venne romanizzata. I galli superstiti furono costretti ad abbandonare i loro terreni e nacquero le colonie latine di Bononia datata 189 a.C. e qualche anno dopo Modena e Parma.
Il nome Bononia venne assunto dai romani ma tratto da una parola celta che probabilmente significava città o luogo fortificato. Alla fondazione di queste colonie seguì una fitta rete stradale tra cui la via Emilia nata nel 187 a.C., voluta dal console Marco Emilio Lepido e Bononia divenne uno dei fulcri della rete viaria romana. Essa fu collegata anche ad Arezzo ed Aquileia tramite la via Flaminia minor (che probabilmente partiva da Claterna, l’odierna Ozzano Emila) e la via Emilia Altinate rispettivamente.
Il centro fu notevolmente ampliato e nell’anno 88 a.C., Bononia cambiò il suo stato giuridico, da colonia divenne municipio e i suoi cittadini acquisirono la cittadinanza romana.
Le guerre sociali e la crisi politica che smossero la metà del I secolo a.C. segnarono di fatto la fine della repubblica e diedero avvio, con la morte di Cesare, ad una serie di fatti di guerra, alcuni dei quali si svolsero nella città di Bononia. In un’isoletta del fiume Reno nacque nel 43 a.C. il secondo triumvirato formato da Antonio, Lepido ed Ottaviano che promise grosse ricompense ai veterani. Bononia ne dovette accogliere un buon numero ed a costoro vennero assegnati terreni abbandonati in seguito alle guerre sociali.
In età augustea Bononia arricchì l’arredo urbano con oltre 10 kilometri di pavimentazioni stradali stabili. In quel periodo si costruirono anche le fognature e i canali ma l’opera più eclatante fu l’acquedotto che convogliava le migliori acque dal torrente Setta nei pressi di Sasso Marconi e la portava, come avviene tutt’ora, alle porte della città passando per Casalecchio di Reno con una galleria di oltre 22 chilometri.
L’acqua veniva poi distribuita in città grazie ad una fitta rete di tubi di piombo siti sotto i pavimenti stradali. L’opera impiegò più di 6000 uomini e 12 anni di lavori. Sempre in quel periodo si rinnovarono gli edifici pubblici con largo uso di marmi e quelli privati in cui si diffuse l’uso del mosaico; entrarono in funzione le terme, un teatro, l’arena e sorsero le prime fabbriche di tessuti. Bononia era costruita in mattoni, gesso e soprattutto legno e proprio a causa di cìò risultò gravemente danneggiata da un incendio nel 53 DC ma fu subito ricostruita grazie all’interessamento dell’imperatore Nerone. Da allora per tre secoli la vita della città non registrò fatti di particolare rilievo.
Dopo la morte di Alessandro Severo nel 235 DC iniziò un decadimento irreversibile causato dalle crisi economiche e politiche ed è in questo contesto vanno segnalate le prime persecuzioni ai cristiani come quella di Diocleziano nel 304 DC. Nonostante ciò, nel 313 – al momento dell’Editto di Costantino – venne eletto il primo vescovo, San Zama.