Gli anni di piombo e la strage di Bologna

Dal dopoguerra la città è stata sempre un baluardo e fiore all’occhiello delle amministrazioni di sinistra, da cui l’appellativo Bologna la Rossa – soprannome che, secondo altri, deriva principalmente dal colore dei particolari mattoni dei palazzi del centro storico). Gli anni settanta, inItalia, furono gli anni di piombo dei terroristi, dell’esplosivo delle stragi, di una realtà sociale schiacciata da un’inflazione del 20 per cento.
Anche a Bologna il clima si surriscalda: studenti universitari manifestano contro il governo e la polizia. L’11 marzo 1977, durante un corteo studentesco, Francesco Lorusso viene ucciso dai carabinieri. La morte del giovane provoca numerose iniziative di protesta, alcune delle quali degenerano in tumulti e violenze; il ministro degli interni Francesco Cossiga dispone l’invio di mezzi militari cingolati nella zona universitaria.[1] L’impatto psicologico fu notevole – i mezzi militari che percorsero via Zamboni vennero generalmente percepiti e descritti comecarri armati.
Ma gli anni del terrore culmineranno a Bologna il 2 agosto 1980, quando una bomba di eccezionale potenza scoppia nella sala d’attesa di seconda classe della stazione dei treni. L’esplosione, che investe anche alcuni vagoni fermi sotto la pensilina, provoca 87 morti e 177 feriti: è la strage di Bologna. Si tratta del più grave attentato mai compiuto in Italia: esso si inserisce in un momento molto difficile nella storia italiana degli ultimi cinquanta anni.
Per la strage di Bologna sono stati condannati all’ergastolo, dopo un lungo iter processuale, due esponenti dell’estremismo di destra:Francesca Mambro e Valerio Fioravanti. I due terroristi, che ancora oggi stanno scontando la pena e che hanno ammesso il loro coinvolgimento diretto in altri fatti di sangue, per quanto riguarda la strage di Bologna si sono sempre proclamati innocenti. L’iter processuale ha inoltre condannato l’ex capo della loggia massonica P2, Licio Gelli, l’ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militarePietro Musumeci e Giuseppe Belmonte per il depistaggio delle indagini.