I Bentivoglio

Nel 1401 emerse la famiglia destinata a dominare la vita politica di Bologna per tutto il XV secolo, i Bentivoglio. Bologna era soggetta alla sovranità papale ma nello stesso tempo il possesso della città era un obbiettivo primario della famiglia Visconti di Milano; quando si instaurò un equilibro tra i vari stati italiani, si crearono le condizioni per favorire l’affermazione stabile e duratura dei Bentivoglio. Nel 1461, quando l’eredità politica della famiglia passò al giovanissimo Giovanni II Bentivoglio, essi riuscirono a creare di fatto una signoria semi-indipendente sulla città anche se il sovrano di diritto era sempre il Papa.
La signoria di Giovanni II durò 46 anni che furono anni di generale equilibrio tra gli stati italiani e stabilì buone relazioni con gli Sforza di Milano che erano subentrati ai Visconti. La città, ancora legata ad una tradizione gotica si aprì al Rinascimento non solo nell’arte ma anche sotto ogni altro aspetto culturale e sociale. Vennero aperte, in quel periodo, piazza Calderini, le Volte dei Pollaioli, gli slarghi antistanti San Salvatore e San Martino. Inoltre vennero restaurati e abbelliti il Palazzo del Podestà, il Palazzo Pubblico (oggi sede della Biblioteca Sala Borsa) e il carrobbio di Porta Ravegnana e venne costruita la residenza di Sante Bentivoglio a partire dal 1460. La sua devastazione nel 1507 lasciò, nei pressi dell’attuale via Zamboni, un cumulo di macerie che venne denominato il guasto dei Bentivoglio (Giardini del Guasto nei pressi del Teatro Comunale). Sopravvive invece tuttora la scuderia del palazzo, affacciata su piazza Verdi.