Il comune e l’Università

Tra la fine del X secolo e l’inizio dell’XI secolo Bologna si ripopola e si nota anche un grande fervore civile: grande affluenza ebbero le lotte per le investiture: da queste Bologna ne uscì notevolmente trasformata e sorsero al di fuori delle mura numerose nuove costruzioni, nuovi quartieri e di conseguenza nuove mura e nuove porte. L’imperatore Enrico IV riconobbe ai bolognesi il diritto ad alcune esenzioni e privilegi nel 1110 su richiesta di una commissione di 10 persone.
Proprio da questo gruppo di rappresentanti della cittadinanza pare abbia preso forma quell’organismo che verrà chiamato Comune (databile 1123anche se i consoli sono menzionati già dal 970) e che all’inizio era composto da elementi aristocratici, in particolare giuristi. Questi ultimi, allo stesso tempo, avevano dato origine ad un nuovo polo di aggregazione, lo Studio o Università, Alma mater studiorum, datata in seguito 1088, che costituirà nei secoli la maggior gloria della città e il più efficiente veicolo della sua fama in ambito europeo, da cui l’appellativo Bologna, la Dotta.
Lo studio era guidato da grandi maestri, tra cui emerse Pepone, autonomi rispetto alle autorità locali. Il fondatore dell’Alma Mater Studiorum è considerato universalmente Irnerio, morto nel 1125. L’accorrere di studenti italiani e stranieri accompagnarono il risveglio economico ed una crescita politica e culturale. Alla morte di Matilde di Canossa, nel 1115, Bologna ottenne l’anno successivo una serie di concessioni giurisdizionali ed economiche dall’imperatore Enrico V.