La decadenza dell’Impero romano d’occidente

Alla fine del III secolo i barbari dilagarono tra tutte le città attraversate dalla via Emilia che furono terreno di conquista e i bolognesi decisero di chiudersi entro una cerchia muraria che però non racchiudevano tutta l’area urbana ma escludevano i quartieri più poveri al nord. Si pensa che queste furono fatte costruire dal vescovo di Milano, Ambrogio, che fece porre 4 croci davanti a 4 delle 6 porte della città stessa: Porta Ravegnana (verso levante), Porta San Procolo (verso mezzogiorno), Porta Stiera (verso Ponente), Porta San Cassiano poi di San Pietro (verso settentrione). Le croci vennero trasferite nella Basilica di San Petronio solo nel 1780.
Nel 430 DC la Chiesa di Bononia, fino a quel momento alle dipendenze della Chiesa di Milano, passò sotto la giurisdizione della Chiesa di Ravenna. Nello stesso anno, alla morte di Felice venne nominato vescovo Petronio, quinto vescovo di Bologna, direttamente dal Papa Celestino I e molto più tardi fu assunto come patrono della città.
Petronio, nato a Costantinopoli da famiglia patrizia, diede organizzazione alla Chiesa bolognese e alla società civile ed ottenne l’editto che allargava la giurisdizione di Bologna dal fiume Panaro al Senio e il decreto che garantiva alla città il privilegio dello studio del diritto romano. Inoltre mise in opera la costruzione della Santa Gerusalemme vicino alle tombe venerate dei santi Vitale ed Agricola e sorse così il gruppo delle chiese dette del primo martire e cioè il complesso di Santo Stefano. Petronio morì nel 451.
Di li a poco scesero dal nord gli unni di Attila e successivamente Odoacre, capo degli Eruli, che era diretto a Ravenna, allora capitale dell’impero, a deporre l’ultimo imperatore romano, Romolo Augusto. Era l’anno 476 in cui si concluse la lunga agonia dell’Impero Romano d’Occidente.