L’annessione allo Stato pontificio e il Rinascimento

All’inizio del XVI secolo, quando un accordo stipulato dal Papa Giulio II con Luigi XII re di Francia provocò l’allontanamento dalla città e il successivo esilio di Giovanni II Bentivoglio, si aprì per Bologna una lunga fase di stasi politica in cui la Chiesa rimase per tre secoli padrona incontrastata della città reggendo un sistema congiunto di monarchia e di oligarchia aristocratica con un senato di 40 membri.
Gli unici avvenimenti di portata storica rilevante di quel tempo accaddero il 24 febbraio 1530 nella Basilica di San Petronio dove Carlo V venne incoronato imperatore per mano del papa Clemente VII e nell 1547 in cui ci fu la traslazione a Bologna del Concilio di Trento per la durata di qualche mese. Internamente invece si videro ripetuti scontri tra Senato e potere papale e nel 1585 Papa Sisto V fece giustiziare il senatore Giovanni Pepoli dando una lezione alla riottosa nobiltà bolognese e allargando il senato a cinquanta membri.
L’Università mantenne la sua fama per tutto il Cinquecento, legata alla presenza di illustri professori di legge, medicina, filosofia, matematica e scienze naturali; nel 1563 fu costruito l’Archiginnasio come sede unica dell’insegnamento Universitario.
Sempre sul piano culturale si ricorda l’istituzione dell’Accademia Filarmonica (1666). Nel 1564 si inaugurò la piazza del Nettuno e fra il 1565 e il 1568 il Vignola sistemò il lato orientale di piazza Maggiore con la facciata del Palazzo dei Banchi.
Le cinquanta famiglie senatorie elevarono, a loro volta, il loro palazzi che costituivano immagine visibile del rango della potenza del casato. Fra i lavori pubblici vanno ricordati l’apertura dell’attuale piazza Galvani (1563), il nuovo porto sul canale Navile (1581) e l’apertura di via Urbana (1630).
L’andamento demografico crescente dalle 50000 alle 72000 unità in un secolo, attesta un andamento soddisfacente delle tradizionali industrie bolognesi. Ma verso la fine del XVI secolo queste ultime cominciarono ad entrare in crisi per la concorrenza estera e nel 1595 Bologna si ridusse a meno di 60000 abitanti. La ripresa economica successiva venne stroncata da calamità naturali ed epidemie che ridussero la popolazione a 46000 abitanti nel 1630.
La città si trasformò lentamente mentre lo Studio cominciò il suo declino che però non toccò il campo dell’arte, in cui Bologna raggiunse una posizione di rilievo assoluto nella pittura coi Carracci, Guido Reni, il Guercino e le loro fiorenti scuole. Nacque anche una scuola di architetti e pittori scenografi che acquistò, col Ferdinando Bibiena ed il figlio Antonio, una fama di livello europeo.